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Ambramà nasce dalla collaborazione tra Adriano Balsamà e Ilaria Ambrosino che proseguono il percorso artistico iniziato durante gli studi accademici ad Urbino, dove ebbero inizio le prime collaborazioni e prestazioni tecniche per alcuni Stabili tra cui il Teatro della Fortuna di Fano, Teatro Rossini di Pesaro, Teatro A. Battelli di Macerata Feltria,Teatro Sanzio di Urbino; e artisti come Luca Ronconi, Rinaldo Rinaldi, Davide Livermore, Momix, Mario Mariani. Spostando l’epicentro lavorativo dalle Marche a Roma nasce l’esigenza di trovare un collegamento con il nuovo panorama artistico di giovani compagnie sperimentali: il filo conduttore che lega il progetto scenografico Ambramà a queste e alle nuove frontiere di performance è il desiderio comune di creare e approfondire un tipo di rappresentazione poetica in cui il gesto, l’oggetto, la macchina e il movimento collaborino alla realizzazione di una sospensione onirica e al tempo stesso comunicativa.

La scenografia non è solo una dimensione decorativa e illustrativa, ma deve essere lo spazio dell’azione, dotata di autonoma espressività attraverso forme, volumi, luci e colori. Deve essere anch’essa azione. Non è sfondo o costruzione visiva da percepire come luogo idoneo dove inserire un testo, ma deve essere anch’essa testo.
Il progetto artistico Ambramà diventa la conseguenza naturale delle esigenze avanguardiste e moderne dello spettacolo e dello spettatore, dove l’allestimento non è la descrizione statica di uno spazio più o meno fantasioso o surreale, ma è già luogo attivo, dove gli elementi scenici hanno facoltà di narrare ed evocare, dove la macchina scenica non ingloba il testo o l’opera ma diventa unità d’azione tra uomo ed ambiente.
Intendendo fondamentale tale grammatica, Ambramà nasce come uno studio “sceno-comunicativo” che segue un progetto artistico (mostre, performance, spettacoli teatrali) dall’ideazione/progettazione alla realizzazione, curandone gli aspetti comunicativi attraverso recensioni grafiche e fotografiche volte alla distribuzione dello stesso, coinvolgendo quindi tutti gli apparati in un unico processo comunicativo.

© 2018 by Ambramà. Roma - Italy
 

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